giovedì 14 agosto 2014

La raccolta d’uva a Mildura dove il raccolto è ancora quella di una volta.

Oggi 14 Agosto vengo a conoscenza della scomparsa di Alfredo Dichiera, conosciuto da molti semplicemente come Fred.
Ho conosciuto la famiglia Dichiera nel ormai lontano 2003 in occasione di un viaggio in Australia dove, a Mildura, aiutai i Dichiera nella raccolta stagionale dell'uva.
Arrivavo come un backpacker, zaino in spalla, e la voglia di spaccare il culo al mondo. Ho lavorato duro i 3 mesi in fattoria, avevo 28 anni ai tempi. Fred  dal primo giorno mi trattò come un figlio, mi diede vitto, alloggio e tanta cordialità. Il tardo pomeriggio di ogni giorno era solito portarmi nel mio "rifugio" ai piedi delle viti, i suoi pomodori, qualche altro frutto della sua terra spesso accompagnati da qualche bottiglia del suo incredibile vino che da quanto dolce era da considerarsi a tutti gli effetti spremuta di uva ad alto tasso alcolico.

Quindi oggi incollo qui su questo blog, un articolo scritto nel 2004 durante quella che considero la più bella esperienza fatta in tutta la mia vita.

Ti auguro un buon viaggio Fred! In me solo il rammarico di non averti potuto rivedere un'altra volta presentandoti i miei figli. 
Buon viaggio, di cuore!
Raoul



La raccolta d’uva a Mildura (4 Marzo 2004)
Dove il raccolto è ancora quella di “una volta”

Il più piccolo stato

Per chi non lo sapesse il Victoria, lo stato più piccolo dell’Australia (la sua superficie equivale a circa quella dell’intera Gran Bretagna) è lo stato insieme al South Australia che presenta le condizioni climatiche e di terreno ottimali per la produzione di uva da tavola e da vino, e benché tale industria sia ancora giovane questa sta rapidamente guadagnando consensi a livello internazionale, la maggior parte delle più importanti aziende vinicole esporta in Asia ed Europa e secondo stime eseguite da studiosi il vino e l’uva da tavola sono tra i prodotti di esportazione più in crescita in Australia.

Uno dei motivi per cui l’esportazione di tali prodotti trova forte crescita è sicuramente l’alto rapporto qualità prezzo e, nonostante la lunghissima distanza dall’Europa sono sempre di più i piccoli e grandi produttori europei che importano da aziende vinicole australiane, segno questo,  che i costi di trasporto non sono poi cosi incisivi se paragonati al costo di acquisto oggi in Europa.
Per meglio esemplificare quanto appena descritto possiamo dire che, con 7-10 Au$ (1 AU$ = 0.63 di Euro)  alla Trentham, un ‘azienda vinicola in forte crescita a Mildura, un privato può acquistare un vino del tutto accettabile e, chi è disposto a spendere $20 può tornare a casa con un vino molto buono, chiaramente i prezzi si abbassano quando si pensa in termini di containers.

Per quanto concerne l’uva da tavola gli agenti esportatori locali la  acquistano pagando alle fattorie 10-13 Au$ a scatola. (mediamente una scatola di uva raccolta sono 9/12 kg).
Le aziende vinicole nel Victoria si estendono per lo più su quasi tutto il territorio dello stato con eccezione delle regioni calde e secche dell’ovest e cosi le fattorie che producono uva da tavola.


Terra rossa

Una delle zone agricole più ricche è senz’altro la città di Mildura che con i suoi 25000 abitanti composti per lo più da viticoltori e possessori terrieri costituisce un punto saldo e di riferimento per l’economia dello stato.
L’etimologia della parola “Mildura” significa “terra rossa”, la città è bagnata dal fiume  Murray che ne è anche confine con l’adiacente stato del New South Wales, lo stato della città  di Sydney.

All’ingresso della città si viene accolti con un’ insegna che reca tale scritta: “Welcome to Mildura rural city” ed in effetti l’atmosfera “rural” si respira tutta.
In città e in tutta la zona circostante Mildura si estendono per decine di km campi di viti proprietà delle diverse fattorie  e questo è il motivo principale per cui Mildura nel perioco del raccolto (Gennaio- Maggio) diventa tappa  di una moltitudine di giovani backpackers (viaggiatori con zaino in spalla)  che fanno sosta nella speranza di trovare un’ occupazione come “picker”  letteralmente “raccoglitore” di frutta.
Data la sempre maggior affluenza di visitatori è sorta da poco in paese un’agenzia di collocamento che è utile contattare verso dicembre per poter essere sicuri di avere un posto per inizio raccolto.
I turni di lavoro potranno talvolta sembrare “massacranti” per chi viene dalla città ed è sempre stato abituato ad un lavoro più “impiegatizio” e, a rendere tutto ancora più pesante è il clima secco  e torrido , con picchi di caldo nel mesi di Febbraio – Marzo,  intorno ai 45 gradi, e , per chi non lo sapesse l’Australia possiede il record per il più alto tasso di tumori della pelle a causa  dell’ effetto serra.. La retribuzione varia dai 10 ai 13 Au$ all’ora ed alcune fattorie addirittura forniscono alloggio, in caso contrario dovrete sistemarvi in città e disporre di un mezzo di trasporto, o sperare di avere un collega di raccolto che viva nella stessa città a cui chiedere il passaggio quotidiano, l’ospitalità australiana non vi negherà mai una cortesia di questo genere.

FRUIT OF THE GODS

Lo slogan dei Dichiera  accompagna ogni loro scatola.
E’ questo lo slogan che accompagna ogni cassetta di uva della fattoria “Dichiera”  situata a circa 13 Km da Mildura città.
Qui i Dichiera  si sono instaurati  dal 1949, e Fred Dichiera  uno dei sette figli iniziò dal 1956 la produzione di uva da tavola ,  oggi a occuparsi della tenuta sono Fred, sua moglie Anne e il figlio Nelson i quali continuano a produrre uva della migliore qualità.
Di sicuro dal 1956 ad ora sono cambiate molte cose, le condizioni di mercato si sono fatte man mano negli anni  meno favorevoli, il mercato è sempre più saturo a causa dei tanti competitors ma nonostante tutto c’è un continuo sforzo da parte dei  Dichiera di continuare a migliorare la qualità della propria uva nel proprio  terreno che ormai raggiunge gli  86 acri (c.ca 348.000 mq).
L’intero ciclo di produzione  e gestione dell’uva  è abbastanza articolato si va dalla semina (innesto) al raccolto, e sicuramente quest’  ultimo  è  il periodo più impegnativo del processo,  poiché accompagna alla normale gestione e mantenimento delle viti (spray, potare, innestare, etc.)  anche la gestione degli ordini dei grandi agenti di esportazione da evadere giornalmente.

La fase di raccolto parte con la metà di Gennaio e si protrae fino alla fine di Maggio.
Le persone che si occupano di raccogliere l’uva , Pickers e Packers, (letteralmente “raccoglitori” e “impacchettatori”) sono normalmente viaggiatori di passaggio in cerca di un lavoro temporaneo o stagionale, persone che spesso non hanno mai avuto esperienza di raccolti, ma che dopo poche settiamane si integrano con il lavoro.                                                                                              

Ed è qui la prima grande differenza della fattoria Dichiera, Fred lavora con sole persone di “fiducia” , amici, gente che lavora con lui ormai da anni, parte di queste persone ha avuto a sua volta  una fattoria e quindi conosce i problemi di gestione. E’ durante la fase del raccolto che avviene la selezione e la scelta dell’ uva e solo persone con esperienza possono assicurare e garantire una maggiore qualità ed affidabilità mantenendo ottimizzati  i tempi di raccolto.
E’ solo nei periodi di maggior impegno, dove gli ordini rischiano di accavallarsi e creare congestione che Fred si avvale anche dell’aiuto di viaggiatori o backpackers di passaggio, ma questi verranno affiancati dai più anziani e instradati verso corretti parametri di raccolto richiesti dai Dichiera. 


NEL CUORE DEL RACCOLTO

Le fasi per il mantenimento e gestione dell’uva si dividono  in:

-       La fase del raccolto o Picking che come sopraccitato si protrae da Gennaio a Maggio
-       Pruning, il tagliare i grappoli e le foglie per pulire completamente la vite di modo che possa rifiorire poi in primavera , questa fase inizia a Giugno e termina a Settembre
-       Bunch thinning and trimming, potare la vite da rami , foglie e grappoli  superflui per irrobustire la stessa, questa fase inizia a ad Ottobre e termina a Dicembre.

Picking

La fase che analizzeremo ovvero quella  del raccolto, si suddivide nelle seguenti macro fasi che avanzano parallelamente ogni giorno:

-       Picking,  la fase di raccolto vera e propria nei campi, che include la fase di scelta e impacchettamento.
-       Loading, ovvero il caricamento  delle scatole contenenti l’uva raccolta e selezionata su dei carrelli posizionati sul trattore, il quale li depositerà nello shade affinché questi siano messi in cella frigorifera.
-       Leading, in questa fase vengono chiuse e sigillate le scatole e preparati i vari bancali per le spedizione.
-       Il ritiro della merce da parte dello spedizioniere.


Andy, picker, alle prese con la pulizia di un grappolo.

Durante la fase di raccolto ogni picker avanza dall’inizio  di una fila di vigneti percorrendola tutta e raccogliendone l’uva che soddisfa i parametri di raccolto per quella spedizione.
Il picker ha il compito di raccogliere il grappolo e di “pulirlo” asportandone gli acini compromessi, ovvero quelli  troppo soffici  o bacati di modo che una volta confezionati i grappoli si possano mantenere per settimane.
A fianco del picker vi è un packer, costui procederà ad impacchettare la frutta raccolta e pulita dal picker, attuando la selezione di prima e seconda scelta in base alla misura degli acini (quelli con diametro inferiore a 16mm rientrano nella seconda classe) e inserendo l’uva nelle rispettive scatole che dovranno pesare mediamente 9 -12 Kg.
Il packer possiede un carrello (trolley) dotato di tendalino e sui cui è posta una bilancia per pesare direttamente le scatole impacchettate che a peso raggiunto verrano poste sotto la vite ed in seguito ritirate e poste sul trattore. Le scatole sono anch’esse poste sul carrello e a loro esaurimento si sentirà talvolta elevarsi il grido “boxes”  la quale richiesta verrà soddisfatta prontamente da Fred  o Nelson che distribuiranno le nuove scatole a bordo di un quadrimoto dotato di carrello a pendice, sicuramente il mezzo più veloce e adatto a tale compito.
Karl, picker veterano, mentre sceglie e pesa  l’uva da riporre nella scatola



La maggior parte delle volte picker e packer lavorano in coppia, uno “pulisce” un lato della vigna e l’altro si occupa dell’altro lato, questo perché  talvolta le viti sono talmente fitte da rendere poco visibile e a volte inaccessibile i grappoli se si raccogliesse solo da un lato o viceversa quando un lato della vite è troppo basso o folto entrambi procederanno solo dal lato opposto. 


A volte nei periodi di grande lavoro i pickers potranno essere anche due, in questo caso il più delle volte il packer avrà solo il compito di impacchettare la frutta.
Non tutti i tipi di Uva richiedono lo stesso impegno da parte dei pickers, l’uva rossa ad esempio va osservata assai bene prima di essere tagliata, questo perché dietro apparenti grappoli maturi si possono celare grappoli parzialmente acerbi, quindi il grappolo prima di essere tagliato va girato più volte e cercato di osservare non in zona d’ombra. La luce infatti gioca un fattore molto importante nella raccolta di uva rossa, poiché questa tende ad essere meno visibile poiché scura, normalmente nelle giornate di raccolto di uva rossa l’inizio della fase di raccolto viene posticipata di 1 ora per dare modo al sole di essere già completamente uscito.


 
Per ricordarsi delle aeree già “pulite” , ovvero dove sono già stati raccolti i grappoli si prende come riferimento il “post” il paletto da dove parte la nuova vite.
La fase di raccolto inizia alle 6.00 – 7.00 di ogni mattina a seconda del mese (per questioni di luce solare)  e fino alle 10.00  il lavoro proseguirà senza sosta, infatti questo sarà fermato solo dal grido “ Smoko” , slang australiano per identificare la pausa sigaretta, dove Anne si presenterà con termos caldi, biscotti e a volte dolci caserecci per trascorrere con i propri lavoratori i successivi 15 minuti.
Tutti si siederanno sotto le viti alla ricerca di un po’ di ombra assaporando  i dolci  e dissetandosi con tea e caffè portati da Anne.




Due immagini che mostrano la fase di rifornimento delle scatole, dall’uscita dal capannone alla distribuzione nei campi
Due immagini che mostrano la fase di rifornimento delle scatole, dall’uscita dal capannone alla distribuzione nei campi


Loading

Finita lo “smoko” il rumore di accensione del trattore darà l’inizio alla fase di loading ovvero di caricamento sullo stand del trattore delle scatole preparate fino a quel momento. Una volta che lo stand è stato riempito il trattore tornerà al capannone e lo stand sarà deposto nella cella frigorifera dove la frutta verrà conservata ad una temperatura di 0 +/- 1° C
Un momento della fase di loading, il caricamento sul trattore delle scatole pronte.La fase di loading dura alternata tutto il giorno, vale a dire che mediamente il trattore passa dalle 5 alle 10 volte  per raccogliere le scatole preparate ( a secondo del  carico di lavoro), ogni stand contiene dalle 50 alle 70 scatole ( a seconda di quelle utilizzate per la spedizione) quindi giornalmente a lavoro terminato si potranno contare dalle 250 alle 500 scatole tutte deposte in cella sui rispettivi stando.
La giornata lavorativa termina solitamente per le ore 15.30 / 16.00 , quando il sole raggiunge il punto di massimo calore,  tutti si ritirano,  si aspetta il crepuscolo che offre colori visibili solo nei cieli del Victoria e si riposa la notte pronti per la leva delle 5.00 dove si partirà con la terza fase , quella di leading.



Il trattore con lo stand completamente  carico fa ritorno al capannone dove le scatole verranno riposte nella cella frigorifera

Il trattore con lo stand completamente  carico fa ritorno al capannone dove le scatole verranno riposte nella cella frigorifera


Leading

La mattina alle h. 5.00 ci si reca al capannone per preparare e chiudere le scatole.
Gli stand vengono portati fuori dalla cella frigorifera e si completa la chiusura delle scatole e la preparazione dei banacali.
Come in una vera e propria catena di montaggio si  posizionano le scatole sul tappeto scorrevole, il primo anello ha il compito di riporre sul tappeto scorrevole le scatole prendendole dallo standi, il secondo  di porre in cima alle stesse un foglio di carta speciale che aiuterà  la conservazione, l’anello seguente si occuperà della chiusura   per infine passarle all’ultimo anello che le disporrà sul bancale. A bancale ultimato questo verrà sigillato, e predisposto per una spedizione oltre oceano, ed infine  riposto nuovamente nella cella frigorifera questo insieme agli altri preparati verranno poi ritirati nel corso della giornata dallo spedizioniere.



















Ma che fine fa  l’uva  che non soddisfa i parametri del raccolto?
Durante la fase di raccolto tutti i grappoli che contengono acini troppo maturi o non adatti ai parametri di raccolto vengono riposti in appositi secchi, senza operare scelte, divisioni o pulitura.
I secchi , deposti sotto le viti , verranno a fine giornata raccolti e svuotati sulle reti dove l’uva verrà essiccata al sole. Su questa uva verrà poi  passato uno spray di potassio e carbonato che velocizzerà il processo di seccatura.




















Le qualità di uva che si possono trovare all’interno della tenuta Dichiera variano dalla formidabile RED GLOBE , uva rossa con acini grandissimi, alla THOMPSON SEEDLESS, un uva sultana (senza semi) sulla quale , nel periodo di crescita, viene dato uno spray per ingrandirne gli acini per meglio soddisfare le richieste di mercato.
Ci sono poi la CRIMSON SEEDLESS, la CALMERIA, la FLAME SEEDLESS e la MENINDEE SEEDLESS, ognuna delle citate è garantita da standard qualitativi assai elevati.



UVA , UN PRODOTTO “DIVINO!!”

Di sicuro Fred Dichiera ha dedicato una vita a ciò che meglio sa fare, la coltivazione dell’uva, nonostante la tecnologia incalzi con ritmo celere anche in Australia l’esperienza di un uomo gioca ancora parte rilevante nel suo mestiere.
Oltre alla passione per il proprio lavoro Fred da vero esperto in settore ne ha una di tutto rispetto, quella per il vino ma non per un vino qualsiasi, il vino prodotto dalla sua uva.
Nel totale di acri della fattoria Fred ha  riservato un minimo spazio per la coltivazione di uva Chiraz, Cabernet Sauvignon e Chardonnay , qualità queste di uva da vino differenti da quella da tavola soprattutto per dimensione, di fatti l’uva da vino presenta grappoli con acini molto più piccoli.
Fred annualmente raccoglie questa uva  da cui produce dell’ottimo vino artigianale, è un peccato che questa produzione sia limitata al solo uso personale perché questo vino è quanto di più buono e genuino un comune mortale abituato a bere vini industriali possa immaginare, un sapore genuino, un vero e proprio succo di uva con un tasso alcolico di 13°.
La regola che Fred ci ha rammentato è : “Per fare un vino buono ci vuole l’uva buona!”, oltre a questo crediamo  che parte del suo successo sia dato oltre che dai barili di legno di quercia americana  forse anche  da quel “tocco” che solo un esperto di uva può avere.


Raccolto uva Shiraz 2004,  Fred Dichiera utilizza un macchinario importato dall’ Italia per separare gli acini dai gambi e creare il mosto.
In basso  creazione del mosto, Fred Dichiera mentre imbottiglia il vino della vendemmia 2003.










Si ringrazia la famiglia Dichiera per il calore e l’ospitalità dimostrati.

Raoul